27 Dicembre 2014
27 Dicembre 2014,
 0


Analizziamo in sintesi le principali novità della Legge di Stabilità 2015 approvata dalla Camera in via definitiva il 22 dicembre ultimo scorso tra tensioni e proteste.


La Legge di Stabilità 2015 è legge.

La Camera ha approvato il testo in via definitiva nella notte del 22 dicembre 2014, con 307 voti favorevoli, 116 contrari e 2 astenuti e dopo una giornata di tensioni e proteste.
Ecco, in sintesi, le novità più significative:
BONUS 80 euro – Diventa strutturale il credito d’imposta Irpef per i lavoratori dipendenti: 960 euro per redditi sotto 24mila euro.
BONUS BEBÈ e FAMIGLIE – Dal 2015 al 2017 arrivano 960 euro al mese per i nuovi nati se l’Isee familiare non supera i 25 mila euro. 45 milioni vengono poi destinati per spese per il mantenimento dei figli di famiglie con Isee sotto gli 8.500 euro. Ok anche a 5 milioni per le adozioni internazionali.
TFR BUSTA PAGA – Dal 1 marzo 2015 al 30 giugno 2018 i lavoratori dipendenti del settore privato possano richiedere la quota maturanda del trattamento di fine rapporto in busta paga.
CASA – Niente aumento Tasi anche per il 2105.
SCUOLA – Un miliardo di euro per il 2015 per un piano straordinario di assunzioni.
ECOBONUS – Proroga delle detrazioni per ristrutturazioni, riqualificazioni energetiche e interventi antisismici.
AMMORTIZZATORI – 2,2 miliardi di euro per il 2015-2016 e 2 miliardi annui dal 2017 in attuazione del Jobs act.
E-BOOK – Ok all’Iva al 4% anche per i libri elettronici.
CANONE RAI – Niente aumenti. Si pagherà come nel 2014.
SOCIAL CARD – Il Fondo aumenta di 250 milioni all’anno.
EDILIZIA SOCIALE – 130 milioni fino al 2018 per l’edilizia residenziale pubblica e sociale.
IMMIGRATI – Aumenta di 187,5 milioni di euro annui dal 2015 il Fondo nazionale per le politiche ed i servizi di asilo.
FONDO GARANZIA PMI – La garanzia è destinata a tutte le imprese sotto i 499 dipendenti, non più solo alle piccole.
IRAP E COSTO DEL LAVORO – Deduzioni per il costo complessivo del personale dipendente. L’agevolazione vale anche per le imprese senza dipendenti, come gli artigiani, grazie ad un credito d’imposta Irap, pari al 10%, utilizzabile in compensazione. Abrogato il taglio Irap previsto nel dl Irpef.
SGRAVI PER CHI ASSUME – Per tutti i nuovi assunti nel 2015, i datori di lavoro saranno esonerati, per massimo 36 mesi, dal versamento dei contributi previdenziali a loro carico al massimo per 8.060 euro all’anno. Sgravi anche per le assunzioni di lavoratori in mobilità.
IMPRESE E PROFESSIONISTI:
· Sconto IRAP sul costo del lavoro dei dipendenti a tempo indeterminato (deducibilità totale).
· Credito d’imposta del 10%, sull’IRAP per micro PMI senza dipendenti, per compensare l’aumento dell’aliquota al 3,9% (che per queste imprese non sarebbe controbilanciato dal taglio fiscale sui dipendenti).
· Esenzione IMU per “imbullonati” (macchinari fissi nei capannoni delle imprese), che non saranno conteggiati nella rendita catastale.
· Compensazione crediti PA (con proroga a tutto il 2015) con debiti fiscali come le cartelle esattoriali, tramite consueta procedura di certificazione su apposita piattaforma del Ministero delle Finanze.
· Altre misure: rifinanziamento della Sabatini Bis, misure di rilancio del Made in Italy, meccanismo dello Split Payment esteso a nuovi settori (IVA dei fornitori della PA viene versata direttamente dal soggetto pubblico a partire dal 2015), previa autorizzazione UE.
· Bonus ricerca con credito d’imposta al 25% sulla media degli investimenti degli ultimi tre anni (incrementali rispetto al passato), platea di beneficiari più vasta (non solo le PMI), agevolazione fino al 2019 e nuovi requisiti di investimento. Il nuovo bonus sostituisce le precedenti agevolazioni per assunzioni altamente qualificate introdotto con l’articolo 24 del decreto legge 83/2012 (Decreto Sviluppo 2012) e per R&S previsto dai commi da 95 a 97 della legge 228/2012 (Finanziaria 2013).
PARTITE IVA:
Per le partite Iva arriva un regime forfettario di con un’aliquota unica del 15% e soglie di ricavi diverse: da 15.000 euro per le attività professionali a 40.000 per il commercio. Potranno accedere anche i redditi di natura mista.
La riforma del Regime dei Minimi prevede l’introduzione del nuovo Forfait al 15% (aliquota sostitutiva di IRPEF, IRES, IRAP e IVA), con nuovi requisiti di ingresso nel regime fiscale agevolato (scaglioni di reddito differenziati per diverse tipologie di Partite IVA). Una modifica introdotta al Senato vieta l’accesso al nuovo Regime dei Minimi 2015 per chi cumula reddito dipendente e autonomo e supera i 20mila euro annui.

Lo Studio resta a disposizione per eventuali chiarimenti o approfondimenti.

0 (1)


Lascia un commento

This template supports the sidebar's widgets. Add one or use Full Width layout.